Vicende Storiche

Sporadici ritrovamenti confermano la presenza dell’uomo sulle colline di Crecchio fin dall’epoca preistorica.  La scoperta di corredi funerari di origine frentana, ora custoditi presso il Museo archeologico, fa  ipotizzare che il paese sia stato una loro roccaforte a guardia del confine con i Marrucini o dei tratturi che passavano nelle vicinanze. Divenuto municipio romano,  l’intero territorio fu diviso in grandi ville rustiche (aziende agricole) vocate alla coltivazione di ulivi, viti e cereali, che rimasero attive fino al VI-VII secolo d.C., esportando vino ed olio grazie al vicino porto di Ortona. Di questi antichi insediamenti,  degni di nota, sono i resti della villa di Vassarella-Casino Vezzani, riportati alla luce durante gli scavi eseguiti tra il 1988 e il 1991.  Dopo le devastazioni della guerra greco-gotica (535-553 d.C.), i bizantini rifortificano il centro urbano ed insediano nelle ville dei presidi militari, che ne garantiranno la sopravvivenza durante le continue scorrerie longobarde del VII secolo, fino alla definitiva conquista della costa chietina promossa dal duca longobardo di Benevento, Grimoaldo I (646-671). L’abitato segue le vicende storiche del Ducato di Benevento, passando prima nelle mani dei Franchi e poi in quelle dei Normanni. Nel 1059 una bolla di Papa Nicola II, nel confermare i confini della Diocesi di Chieti, menziona la "Plebem Occrecle", senza dare all'abitato la qualifica di Castellum; questo ci fa supporre che l'insediamento nel XI secolo  era ancora privo di cinta muraria. Durante la dominazione normanna venne migliorato l’apparato difensivo del borgo con la costruzione di una cinta di mura turrite, una rocca a presidio della porta “da capo”, dominata da una possente torre di avvistamento ed un apprestamento fortificato a protezione dell'altra porta detta “da piedi”. Il feudo segue le vicissitudini storiche del regno di Napoli, con la caduta degli Svevi e l'ascesa al trono di Carlo I D'Angiò .Nel 1279 compare, nella "Rassegna dei feudatari d'Abruzzo", sotto la giurisdizione di Guglielmo Morello, identificato con Guglielmo Monaco, nipote di quell'omonimo, che negli annali di questa nobile famiglia, partecipò tra il 1189 ed il 1192 alla terza crociata che ebbe a capo Federico Barbarossa, insieme a Riccardo Cuor di Leone e Filippo Augusto Re di Francia. L'instabilità politica seguita alla morte di Roberto D'Angiò farà patire al paese tra il 1352 ed il 1367 numerosi saccheggi  e devastazioni. Il re Ladislao, della dinastia durazzesca, toglie il feudo al ribelle Napoleone Orsini, conte di Carrara e signore di Guardiagrele, avallandone la vendita alla comunità di Lanciano nel 1406, che ne conserverà il possesso fino al 1627, quando per motivi finanziari lo cedette, unitamente a Castelnuovo (attuale Castelfrentano), a Giovanni Bonanni De L'Aquila. Venduto ai Brancaccio nel 1636, il castello ed il feudo  appartennero successivamente ai Principi D'Ambrosio, ai Marzano ed infine verso la fine del settecento, ai De Riseis, i quali ebbero oltre al titolo di Duchi di Bovino e di Taormina quello di Baroni di Crecchio.  La famiglia De Riseis ha conservato   la proprietà del Castello Ducale fino alla fine della seconda guerra mondiale.